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Aiuto agli alluvionati in India e Nepal

Autore: . Data: venerdì, 12 settembre 2008Commenti (0)

La testimonianza di SOS

Il 18 ottobre, in seguito alle forti piogge monsoniche, lo straripamento del fiume Koshi ha causato una terribile alluvione che ha inondato i villaggi e le coltivazioni di riso nella regione di Sunsari in Nepal, ma la furia delle acque non si è fermata, raggiungendo presto anche lo stato di Bihar, in India. Le perdite di vite umane, delle abitazioni e degli animali di allevamento sono altissime, soprattutto in India, dove la piena ha riversato tutta la sua potenza.

Nuove piogge sono previste per le prossime settimane e potrebbero aggravare la situazione in entrambe le nazioni. SOS Villaggi dei Bambini sta distribuendo provviste alle oltre 600 persone affamate che sono state accolte nei due campi di emergenza organizzati a Purnia, una delle città più colpite dall’inondazione a Bihar. Appena la notizia dell’inondazione è stata diffusa, il direttore del Villaggio SOS di Itahari è accorso sulla zona del disastro con i collaboratori ed i volontari, per offrire i primi soccorsi. Il villaggio di Itahari è situato a 25 km dall’area colpita dalla furia delle acque e si è lavorato giorno e notte per assistere i sopravvissuti con sostegno medico e cibo.

I campi di emergenza SOS possono accogliere oltre 2mila persone, per offrire un riparo adeguato, strutture sanitarie e generatori elettrici per provvedere alla distribuzione dell’energia necessaria. Ramsharan Yadava, una delle vittime dell’inondazione ora accolta presso il campo SOS, racconta con voce soffocata “Siamo rimasti isolati per 5 giorni senza cibo, con i miei bambini che piangevano per la fame. Un gruppo di recupero è riuscito a salvarci e ci ha portato al campo SOS dove abbiamo potuto finalmente mangiare e trovare riposo.”. Sono molte le persone che hanno subito una simile esperienza drammatica.

“Stiamo distribuendo cibo agli sfollati, con razioni di riso caldo e verdure”, racconta un collaboratore impegnato nel campo SOS – “consegniamo anche cassette di emergenza alle famiglie, con provviste di vario genere, zucchero, sale, candele, biscotti, abiti, fiammiferi, sapone e cibo per neonati”. Un team medico ha visitato il campo SOS per controllare la situazione e fornire medicine alle persone colpite dalla febbre e dalla diarrea.

Sono oltre 275.000 gli sfollati a causa dell’alluvione, accolti in 250 campi di assistenza nei distretti di Supaul, Madhepura, Saharsa e Arasia. Secondo le stime del governo indiano, più di 90mila persone potrebbero essere ancora isolate e bisognose di cure immediate. Il conteggio provvisorio parla di un centinaio di vittime accertate, ma le cifre effettive potranno essere calcolate soltanto al ritiro delle acque.

Entro i prossimi giorni il governo indiano ha deciso di evacuare circa 30.000 – 40.000 persone, con l’aiuto delle Nazioni Unite, della Croce Rossa Internazionale ed il World Food Programme. Il periodo di sfollamento è tuttavia da considerare poco realistico e probabilmente sarà necessario ancora molto tempo prima di riuscire ad organizzare campi di emergenza adeguati per contenere quel numero di persone. Gli abitanti delle aree colpite dovranno attendere per sapere se sarà possibile tornare alle loro case, ma anche in caso positivo sarà necessario un duro lavoro per la ricostruire le abitazioni e per riuscire di nuovo a coltivare il terreno.

Fonte: SOS, Villaggi dei Bambini

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