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Il legista e i cinesi

Autore: . Data: venerdì, 22 agosto 2008Commenti (0)

Tra schiavi e compensazioni

Roberto Zanetti è l’assessore alle Attività economiche e capo degli artigiani del paese a Cartigliano, un piccolo comune in provincia di Vicenza.

La Compagnia di Bassano della Guardia di Finanza ha individuato nel paesetto del veneto un laboratorio clandestino di sartoria, arrestato la responsabile dell’impresa e due degli operai e denunciato la rappresentante legale.

Alcuni particolari della notizia, però, la rendono interessante: il capannone che ospitava i clandestini era di proprietà dell’assessore, mentre i lavoratori erano cinesi. Zanetti, inoltre, è un noto esponente della Lega Nord.

La durezza delle posizioni del partito padano nei confronti dell’immigrazione non ha impedito al politico locale di intrattenere rapporti commerciali con gli asiatici convolti nella vicenda.

Zanetti in una intervista ha dichiarato: “Questa storia mi toglie il fiato. La cinese titolare era venuta da noi la scorsa primavera, era stata costretta ad abbandonare la precedente sede e ne cercava un’altra. Sapeva del nostro capannone. Era iscritta alla Camera di Commercio e, a quanto ci constava, i suoi dipendenti erano a posto con il permesso di soggiorno. Insomma, sembrava tutto in regola e abbiamo perfezionato la locazione, alla luce del sole. Il dispiacere, ora, è doppio pensando al ruolo che ricopro in paese. Ho avvertito immediatamente il sindaco”.

L’assessore leghista, insistendo nella sua tesi difensiva, ha aggiunto: “Parevano invisibili lavoravano di notte, come formiche, non disturbavano. Cosa combinassero là dentro, non lo sapevamo. Avevano messo subito le tende alle finestre e non aprivano a nessuno. Consideravamo l’affitto che ci pagavano una sorta di compensazione. in fondo, e’ proprio per colpa della Cina che abbiamo cessato la nostra attività originaria”.

Tesi alquanto sconclusionate quelle di Zanetti. I cinesi avevano messo tende per non essere visti e lavoravano di notte, sembravano “invisibili”. Però queste cose non hanno in nessun modo impensierito l’esponente leghista, in ogni caso soddisfatto per la “compensazione” prodotta dal ricavato della locazione.

Gli operai lavoravano giorno e notte in mezzo a puzza e rumore. “Quando siamo arrivati hanno iniziato a correre e a gridare, ma la cosa che ci ha colpito di più – spiega il capitano Danilo Toma della compagnia di Bassano del Grappa – è stato il doppio fondo che abbiamo trovato su un muro. Da una botola si accedeva alle stanze, di cui una piccolissima, pochi metri quadri con i letti ammassati”

Neanche queste cose erano note all’assessore.

Il capitano aggiunge: “Come il fratello Zanetti, al momento non è indagato, anche perché il contratto di affitto era regolare. La casa dei Zanetti dista poche centinaia di metri”.

Toma, infine, sottolinea che nella zona non si tratta di un episodio isolato: “Di casi simili ne abbiamo scoperti parecchi”.

Il sindaco di Cartigliano, Germano Racchella, anche lui leghista, è “sorpreso e sconcertato”. Commentando la situazione il primo cittadino ha detto: “Una bella mazzata. Sono sorpreso più come leghista che come sindaco. Ho convocato una riunione vedremo cosa uscirà dall’incontro”.

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