cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

I diritti del calcio

Autore: . Data: mercoledì, 27 agosto 2008Commenti (0)

L’esercizio del “Vù cumprà”

La sere A sta per aprire il sipario. Il colossale palcoscenico del tifo, dai calciatori strapagati, delle interminabili trasmissioni sull’unico sport che interessrebbe gli italiani, però, potrebbe rimanere senza riflettori. Non accadrà, naturalmente, ma tanto vale scriverne. Il pubblico degli amanti del football consuma informazione senza risparmiarsi.

Dopo l’assemblea della Lega Calcio di ieri a Milano, le parti a confronto, Rai, Mediset e club, non si sono messe d’accordo sui soldi da dare alle società per poter vedere le partite senza dover pagare un canone, per altro non economico, a Sky.

Erano rappresentate tutte le società di serie A e B, meno una, e per loro la risposta alle offerte dei manager televisivi è stata un’unanime: “Niet, no!”. Il presidente della Lazio, Lotito, le ha considerate “improponibili”.

Vediamo quali sono i punti del contendere.

La Rai offre venti milioni di euro circa per la A, uno per la B e due per la radio (Il calcio minuto per minuto). Inoltre l’azienda pubblica sabbe disposta a versare quasi sette milioni per la Coppia Italia e 600mila per la Supercoppa.

Mediaset, che discuteva avendo di fronte, come controparte, l’influente amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, uno dei più stretti collaboratori del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, proprietario di Mediaset e del Milan (ma ormai il conflitto di interessi è roba per Fred Flintstone, il portagonsta del cartone animato ‘Gli antenati’) vuole solo la fascia serale, in esclusiva, per circa undici milioni di euro.

I diritti sono scesi in tre anni da settanta milioni versati ai trenta offerti oggi.

Per la Rai, in difficoltà coi conti, senza una dirigenza e dilaniata da un conflitto interno determinato dalle volontà egemoniche delle forze politiche, si potrebbe arrivare a quaranta miloni e chiuidere la faccenda. Non subito, meglio lasciar passare qualche giorno, dar l’impressione di non buttare dei soldi della finestra. Se poi, una volta chiuso l’accordo, i telespettatori dovranno subire trasmissioni dello stesso tenore di quelle che hanno sollevato le ire dei blogghisti italiani sulle Olimpiadi poco male.

La nostra emittente pubblica ha dichiarato di “aver compiuto un significativo sforzo per assicurare ai propri utenti le immagini televisive e le radiocronache”. Non si sono risparmiati i partiti. Il Pd, per voce di Giorgio Merlo, ha detto: “E’ vergognoso che un servizio pubblico che si definisca tale non sia in grado di offrire agli utenti uno spettacolo essenziale come il calcio” e la Lega Calcio ha risposto: “Non è colpa nostra se domenica non si vedranno gli highlight di campionato”.

Anche l’associazione Articolo 21 la pensa come il rappresentante del centro-sinistra e sostiene: “Il calcio è un grande spettacolo popolare e nessuno può pensare di sequestrane la visione a milioni e milioni di spettatori. Ci auguriamo anche che sia garantito il più ampio diritto di cronaca per tutte le emittenti locali e che, almeno, la storica trasmissione ‘Tutto il calcio minuto per minuto’ sia stralciata da questa asta e possa partire regolarmente in occasione della prima giornata di campionato. Siamo certi che le Autorità di garanzia vorranno far sentire la loro voce e vorranno assicurare anche il rispetto del diritto degli utenti che sino a questo momento sembra essere il vero vaso di coccio tra i classici vasi di ferro”.

Tuttavia, in questa pagina ‘fondamentale’ per le sorti della libertà dei cittadini non si tiene conto che con l’avvento dei canali a pagamento, la crisi generale del Paese e una mutazione di abitudini d’ascolto, i programmi sul calcio (una quantità industriale) producono un fatturato per le televisioni molto inferiore a quello di alcuni anni fa. Anche se il presidente del Torino, Urbano Cairo, ritiene che: “Il calcio continua a piacere, alla gente e alla pubblicità. Domenica scorsa 6 milioni e mezzo di persone hanno guardato la Supercoppa Italiana. Il nostro prodotto deve essere valorizzato”.

Appare chiaro che gli interessi prevalenti per l’acquisto dei diritti, fino ad ora, li stia manifestando la Rai, mentre Mediaset (alla luce della passata esperienza e avendo compreso che il gioco non vale la candela, perchè le spese sono altissime, i costi altrettanto e le entrate non soddisfacenti) ha pensato di comprare in esclusiva le immagini per confezionare indimenticabili show con moviole, dibattiti, analisi, commenti, valutazioni e teorie sconclusionate per la sola serata, abbandonando la ‘vocazione di sostegno sociale’ auspicato dai combattenti per un ‘libero campionato in chiaro’.

Tutti sappiamo che il campionato non mancherà sull’elettrodomestico più amato dagli italiani. Bisognerà aspettare un paio di giorni di scenette, un po’ di suk mediorientale e qualche dichiarazione tuonante.

Infatti, il presidente del Palermo, Maurizio Zamparin, sussurra: “Fino a sabato c’è tempo. Si troverà un accordo all’italiana”.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008