cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, esteri
Regola la dimensione del carattere: A A

Donne in Medio Oriente

Autore: . Data: giovedì, 21 agosto 2008Commenti (0)

Capita che le notizie pubblicate non siano sottoposte a verifica. Così si leggono cose che nella realtà sono molto diverse. Il caso di un sondaggio superficiale.

In Medio Oriente tre donne su cinque non avvertirebbero discriminazione sessuale sul posto di lavoro.

La scoperta, rilanciata da numerosi media, è il risultato di un’indagine condotta in 13 Paesi da ‘Bayt.com’, in collaborazione ‘You Gov Siraj’.

I ricercatori hanno studiato Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Oman, tutti associati al Consiglio di Cooperazione del Golfo e poi Libano, Siria, Giordania, Egitto, Marocco, Algeria e Tunisia.

Tuttavia, le cose potrebbero essere molto diverse. Come spesso accade, nessuno si è preoccupato di verificare l’attendibilità delle fonti, in un campo, per altro, molto importante per comprendere quali siano le reali condizioni di vita delle donne in Medio Oriente.

InviatoSpeciale ha approfondito la questione. Abbiamo scoperto che Bayt.com è un sito nel quale si raccolgono offerte di lavoro. In pratica, uno di quelli a cui ti iscrivi e aspetti (in Italia speranza vana) che qualche azienda legga il tuo curriculum e ti contatti.

La seconda fonte -You Gov Siraj – un altro sito internet – svolge una singolare attività: paga un dollaro a opinione. Ti iscrivi e rispondi alle domande sugli argomenti più vari. Raggiunta la quota di 50 dollari, dovrebbero recapitarti un assegno a casa. Insomma, svolge senza particolari approfondimenti, ricerche di mercato.

Un tempo si usava dire: “La domanda sorge spontanea”: Quali basi scientifiche avrà   un sondaggio che rileva una crescita della democrazia in 13 Paesi del Medio Oriente con premesse tanto fragili?

Intanto, andiamo avanti con l’analisi dei dati.

La stessa ‘indagine’ riferisce che il 49 per cento delle donne impiegate (e intervistate) giudica gli uomini avvantaggiati nella crescita professionale.

Disparità salariale a parità di qualifiche, invece, sarebbe il dato denunciato dal 46 per cento delle donne intervistate nell’area Mena (Medio Oriente e Nord Africa), pur con differenze a seconda del campo professionale. L’81 per cento del campione intervistato, inoltre, avrebbe confermato l’assenza di qualsiasi struttura di sostegno per le lavoratrici con figli. In pratica asili, consultori, assistenza sociale. Anche se con percentuali diverse lo stesso dato è stato rilevato in Italia, le donne guadagnano e decidono meno degli uomini anche da noi.

Nel dossier, infine, si legge che “mentre la maggior parte delle donne europee scelgono di lavorare per assicurarsi un’indipendenza economica, quelle mediorientali cercano nella professione un ambito di realizzazione personale”. Conclusione del tutto soggettiva, per esser cauti.

Ad approfondire i dati del sondaggio ci ha pensato la regina di Giordania, Rania Al-Abdullah, impegnata da anni nella difesa dei diritti delle donne.

Rānia è nata in Kuwait da genitori palestinesi. Dopo il diploma alla New English School si è trasferita in Egitto e laureata in Gestione di Impresa all’Università americana del Cairo. Subito dopo ha trovato lavoro nel gruppo finanziario Citybank e, poi, è stata assunta nella sede giordana della Apple Computer. Ad Amman ha incontrato e sposato il re di Giordania, Abd Allāh bin al-Husayn, e dopo il matrimonio lanciato una serie di programmi per migliorare la condizione delle donne nei Paesi islamici. Ha ricevuto il grado di colonnello nelle Forze armate giordane il 9 giugno del 2004 e l’anno dopo il giornale inglese Harpers and Queens l’ha definita la terza donna più bella del mondo.

La regina, anche grazie alla sua conoscenza dell’informatica, ha lanciato un canale su Youtube affidando alla rete un messaggio alle donne islamiche: “Inviatemi domande e stereotipi sul mondo arabo. Risponderò a tutti”.

In un video ha cominciato a commentare i luoghi comuni legati alla condizione delle donne nei Paesi arabi, cercando di raccontare anche i successi raggiunti di recente.

Rania ammette la disparità di condizioni tra uomini e donne, ma rileva nello stesso tempo, i progressi fatti in alcuni Paesi.

Ad esempio, la presenza femminile in Parlamento: in Sudan sono 35, in Marocco 34, in Algeria 30, in Siria 30, in Giordania 7.

Rania affronta anche un altro tema caldo: “Le donne sono soggiogate e oppresse dagli uomini arabi”. Su questo la sovrana Rania sostiene che, “nonostante non ci sia parità di diritti, le donne islamiche sono fermamente convinte di essere uguali agli uomini e, quindi, non si fermeranno finché non otterranno l’eguaglianza” e precisa: “Questo non è un problema circoscritto al mondo arabo, piuttosto una condizione che riguarda una donna su tre nel mondo ed è una situazione inaccettabile”.

A proposito dei cosiddetti delitti d’onore, causa di morte per migliaia di donne, la regina aggiunge: “Ci sono e anche nel mio Paese. Però è necessario sapere come questa pratica non sia legata alla cultura dell’Islam e neppure allo stato sociale o culturale delle donne nel mondo arabo. Passo dopo passo e con l’impegno di donne che ci credono, le cose stanno cambiando. Ho fiducia e speranza”.

Speriamo abbia ragione. Nel frattempo ci auguriamo di trovare sui giornali italiani più notizie e meno ‘suggestioni’.

Vincenzo Chiumarulo

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008