Da Erba a Positano
vieta e tutto cambierÃ
Ad Erba, in provincia di Como, nelle notti di mezza estate, la noia si impadronisce di un gran numero di giovani. Così, specialemente nel fine settimana i ragazzi si ‘divertono’ a distruggere cassonetti, incendiare cestini portarifiuti, imbrattare muri, sradicare cartelli stradali.
Gianmarco Giglio, il comandante dei Vigili Urbani, dice: “”Questi ragazzini, alcuni di Erba, altri provenienti dalla zona della Vallassina, stanno per delle ore seduti sui gradini esterni dei condomini ad attendere la notte per poi dar sfogo a veri e propri raid vandalici”.
La poliza municipale, con la collaborazione dei carabinieri hanno cominciato i controlli a tappeto e denunciato già una cinquantina di minorenni, ai quali è stata comminata una multa di cinquanta euro.
“Abbiamo provveduto a informare i genitori – spiega Giglio – ma gli atti vandalici proseguono”.
Molti abitanti del paese, soprattutto chi vive nel centro cittadino, nella zona pedonale e della piazza Mercato, chiamano le forze dell’ordine per protestare contro i continui schiamazzi, che proseguono fino a notte inoltrata.
Nel periodo dei divieti sarà interessante vedere cosa escogiterà il sindaco del comune lombardo per limitare i danni. Naturalmente l’analisi del fenomeno e l’offerta di opportunità di svago o di interessi ai ragazzi ‘scalmanati’ non fa parte del ‘piano di intervento’.
Un esempio. Nel vicino comune di Lambrugo, una manciata di chilometri da Erba, il parroco del paese, don Enrico Mauri, ha ammonito i giovani a non giocare sul sagrato antistante la chiesa di San Carlo. Dalle pagine dell’informatore parrocchiale il sacerdote ha lanciato il suo divieto: “Quel piazzale non è un parco giochi”.
Storie di piccoli centri, cronaca minore, quasi sempre ignorata dai giornali. Eppure testimonianze di un mal di vivere che trova ormai solo risposte repressive. Le proibizioni sono diventate uno sport nazionale.
A Novara c’è coprifuoco in parchi e giardini. Vietato fermarsi di sera in tre o più persone, pena una multa fino a 500 euro. Nello stesso comune è vietato il consumo di alcolici in stazione dopo le 18 e un centro culturale di immigrati e stato chiuso dal sindaco leghista, Massimo Giordano. L’assessore alla Sicurezza Mauro Franzinelli spiega così le ordinanze: “Servono per limitare i disturbi alla quiete pubblica. Ce l’hanno chiesta i cittadini”.
A Forte dei Marmi, elegante centro della Versilia, è vietato tagliare l’erba nel weekend o nelle ore pomeridiane.
Dopo anni di liberalismo, al Lido di Dante a Ravenna è vietato il topless.
A Positano e Capri è vietato camminare con gli zoccoli.
Ad Eraclea non si possono raccogliere relitti in mare o in spiaggia. Pena una multa fino a 1.032 euro.
A Bologna si indagherà sui piercing. Saranno vietati “su parti anatomiche le cui funzionalità potrebbero essere compromesse”. La multa è in fase di studio.
Sempre a Capri è vietato sedersi sugli scalini in ‘pazzetta’. Decine di scene di film girati nella bellissima isola oggi non sono più realizzabili.
A Viareggio non si possono appoggiare i piedi sulle panchine del lungomare a qualsiasi ora del giorno. A Voghera non ci si può sedere dopo le 23.
A Roma, Venezia, Firenze ed Alassio è vietato trasportare merce in borsoni, sacchetti di plastica e simili. Multa da 25 euro a 250
Sui litorali toscani e romagnoli niente massaggi. Multa da 2 mila euro a 10 mila.
A Positano non si possono sparare i fuochi d’artificio durante le feste private, ad esclusione del sabato. Multa da 50 euro a 500.
Vietati i picnic in spiaggia o in strada a Positano, Ravello, Venezia, Capri, Firenze. Multa da 25 euro a 500.
Vietato chiedere l’elemosina, importunare i turisti, chiedere spiccioli ai passanti, in tutte le città d’Italia. Multa da 100 euro a 1.000.
A Eboli multa fino a 500 euro per chi si bacia in macchina.
Vietato calpestare e danneggiare i funghi sui terreni pubblici dell’Alto Adige. SI rischia di pagare fino a 113 euro. Sul Monte Gran Paradiso è vietato raccogliere fragole, lamponi e mirtilli. Multa da 25 euro a 1.000.
Ad Azzano Decimo, provincia di Pordenone, è vietato alle donne islamiche di girare per le vie del paese con indosso il tradizionale burqa.
In Emilia Romagna è proibito vendere cibi crudi, nel periodo compreso tra il primo giugno e il 30 settembre, multa fino a 206 euro.
A Mintumo, Latina, non si possono usare i risciò a pedali sul lungomare nei fine settimana di luglio e in tutto il mese di agosto. Multa 500 euro.
Questo impressionante elenco di proibizioni è la fotografia di un Paese ormai senza più alcun senso della realtà . Negli ultimi anni non si può negare un progressivo imbarbarimento dei comportamenti collettivi. La risposta, però, non può essere circoscritta a divieti e multe. Pechè i motivi che hanno generato il disagio e lo scarso rispetto del porssimo vanno ricercati nel degrado degli spazi pubblici, nella cattiva amministrazione, in modelli mostrati da televisione e stampa nei quali finiscono col prevalere i messaggi di arroganza, di
aggressività .
Sarà utile vedere se alla fine dell’estate i cittadini saranno più educati o le casse dei comuni, messe in crisi dalla manovra di Tremonti, meno vuote.


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