Ciclisti ad Alemanno
Ancora una protesta
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“Caro Sindaco di Roma, va bene incolpare i soliti Rumeni che pure hanno commesso di fatto un atto criminale, ma va molto meno bene accusare di imprudenza i cicloturisti olandesi. Si vuole forse dire che per girare in Italia sarebbe meglio utilizzare veicoli con vetri antiproiettile?”
A porsi la singolare domanda è Claudio Petroni, consigliere nazionale della Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab) e responsabile di Reti Ciclabili, che ha deciso di commentare, a nome delle migliaia di ciclisti italiani, le dichiarazioni del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a proposito dell’aggressione subita da due turisti olandesi, rimasti vittime di rapina e violenze fisiche da parte di due rumeni, il 23 agosto.
Secondo Alemanno, infatti, i due ciclisti sarebbero stati degli imprudenti ad accamparsi in un posto isolato alle porte di Roma, dopo aver chiesto informazioni ad un branco di pastori immigrati. “Se due turisti vengono a Roma in bicicletta – ha detto il primo cittadino della capitale – e si vanno ad accampare in un posto abbandonato da dio e dagli uomini dopo aver chiesto consiglio su dove mettere la tenda a un branco di pastori immigrati, ebbene è difficile garantire loro la sicurezza. La loro è stata una grave imprudenza”.
“Egregio Sindaco di Roma – replica la Fiab in un comunicato – è troppo comodo scaricare le responsabilità sugli olandesi: è proprio sicuro che quei due disgraziati sapessero dove andare? E’ proprio sicuro che Roma sia una città a misura del cicloturista? Noi pensiamo di no. I ciclisti forestieri attratti dalle bellezze del nostro Paese, in realtà non trovano non trovano piste ciclabili, segnaletica, mappe e guide”.
“I due ciclisti olandesi – prosegue la Fiab – seguono un altro loro connazionale che, non più di un mese fa, è stato ucciso sulle rampe dell’Aprica nel bresciano. E’ una pena che questo popolo civile, che fa della bicicletta uno strumento quotidiano di trasporto e per la pratica di un turismo davvero sostenibili, venga in Italia dall’Olanda con le proprie bici cariche del bagaglio, e le vacanze si trasformino in incubi o tragedie”.
Inoltre, spiega ancora la Fiab, “non si considera che esiste (e resta ancora inattuata) la delibera Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) – del 2001 – che impegnava il governo ad elaborare una rete di percorribilità ciclistica nazionale necessaria per far decollare il turismo in bicicletta”. E a far risparmiare, aggiungiamo noi, i cittadini che potrebbero prendere la bici, mezzo di trasporto a costo zero, e risparmiare sul prezzo della benzina che continua ad aumentare: in media per un litro di benzina servono 1 euro e 50 centesimi.
Le migliaia di ciclisti iscritti alla Fiab, concludono, rivolgendosi ancora ad Alemanno: “siamo stupiti di tanta leggerezza nell’analisi di questo evento da parte sua, e ci dispiace molto poiché il tema merita sicuramente più attenzione”.
Vincenzo Chiumarulo


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