Case senza divieti
Tre sindaci e gli immigrati
Domenico Lucano è il sindaco di Riace ed è disposto ad ospitare in alcune abitazioni del centro storico, da anni inutilizzate, un gruppo di immigrati. Potrebbero essere almeno ottanta le persone a trovare rifugio nella cittadina della Locride, famosa per il ritrovamento dei Bronzi. Oltre gli appartamenti, il comune dispone dellla Casa del Pellegrino, di proprietà della Diocesi, ma in concessione al comune. Lì sarebbero centocinquanta i potenziali nuovi inquilini stranieri.
Ilario Ammendolia, invece, è il sindaco di Caulonia, sempre nella stessa zona di Riace, la Locride. Lui può concedere un vecchio edificio scolastico ed ha disponibilità per una ventina di persone. A queste potrebbero aggiungersi altri 15 senza casa non italiani, perchè in paese ci sono alcuni appartamenti sfitti.
Piero Sasso, infine, è sindaco di Stignano, a pochi chilometri da Locri e Caulonia. Lui di immigrati ne può accogliere una cinquantina, sempre in case libere e non abitate.
L’idea di tre sindaci della Locride di ospitare gli immigrati nelle case dei centri storici dei loro comune non e’ una novita’ in Calabria. Alla fine degli anni novanta, infatti, una iniziativa simile fu realizzata a Badolato, piccolo centro del soveratese, dove furono ospitati dieci nuclei familiari che, con il passare del tempo, si sono perfettamente integrati nel tessuto economico e sociale del paese.
L’Amministrazione comunale di allora predispose anche alcune iniziative per trovare loro un’occupazione. Tra l’altro furono aperti un ristorante e un laboratorio artigianale, la cui gestione fu affidata agli immigrati. A distanza di quasi dieci anni da quell’esperienza il gruppo di immigrati che vive a Badolato è composto da un centinaio di persone, curdi e africani, che si sono perfettamente integrate. Lavorano principalmente nel settore dell’agricoltura e dell’edilizia.
“Noi siamo disponibili – ha detto Lucano – ad accogliere gli immigrati che arrivano sulle coste italiane. Siamo disposti a mettere a disposizione le case non utilizzate dei centri storici. Gli immigrati sono una risorsa e riuscirebbero a rivitalizzare i nostri borghi”. Per Ammendolia, si tratta di “una iniziativa di solidarieta. Vogliamo lanciare un messaggio di accoglienza verso gli immigrati proprio da un territorio come la Locride che spesso è conosciuta solo per fatti negativi”.
In un periodo nel quale ai sindaci italiani sembra venuta la mania dei divieti o di vere e proprie azioni di allontanamento degli immigrati l’iniziativa calabrese appare decisamente controcorrente.


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