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Calcio e diritti tv

Autore: . Data: venerdì, 29 agosto 2008Commenti (0)

Indiscrezioni, litigi e smentite

Diventa sempre più complicato capire cosa si muova nel suk dei diritti per il calcio. Alle 12,51 di oggi l’agenzia Ansa lancia una notizia: ” A quanto si apprende, Rai e Lega Calcio avrebbero raggiunto l’accordo per la cessione dei diritti in chiaro radio e tv dei campionati di serie A e B. Le parti sarebbero ancora al lavoro per perfezionare gli aspetti tecnici dell’intesa, che assicurerebbe a Viale Mazzini l’esclusiva sui diritti radiofonici e sulla fascia 13:30-22:30 (quella di Novantesimo minuto), ma non su quella di seconda serata (Domenica sportiva)”.

Tra le righe par di leggere che mentre l’azienda pubblica si occuperà del pomeriggio, qualcun altro (Mediaset?) potrebbe aggiudicarsi i diritti per la sera.

D’altra parte la lottizzazione è un’abitudine antica in Italia. Due acquirenti pagano più di uno solo, per la felicità della Lega Calcio, e poi non si vuole che qualcuno possa risentirsi.

Circolano anche delle cifre. Non sono confermate, ma sembrano indicare ‘lo spezzettamento’. La Rai avrebbe offerto oltre 24 milioni per la serie A, uno e mezzo per la B e, forse, oltre due per la radiofonia. C’è il problema dell’esclusiva, risolto, sempre secondo generiche voci di corridoio, con una proposta alternativa. Senza essere proprietaria unica del diritto a trasmettere le partite, la Rai potrebbe versare alla lega Calcio una ventina di milioni per la A, uno e mezzo per la B e i soliti due abbondanti per la radio. Alla Rai si affiancherebbe Mediaset per la sera e l’affare è fatto.

La Lega, che nelle passate stagioni aveva ottenuto settanta milioni, sembrava orientata a cedere i diritti per trenta milioni senza esclusiva, così da incassarne almeno sette da Mediaset per la seconda serata, quando la rete del biscione manda in onda Controcampo, che fattura un bel po’ di pubblicità.

L’accordo raggiunto, allora, avrebbe trovato una possibilità di essere perfezionato dando all’azienda pubblica le immagini di serie A e B, oltre ai diritti radiofonici, dalle 13.30 alle 22.30, mentre dopo le dieci e mezzo di sera Mediaset avrebbe pari condizioni e tutti sarebbero felici e contenti.

Nell’epico scontro, intanto, i giornalisti della 7 protestano. Sul digitale terrestre de ‘La7 Cartapiù, il campionato ”partirà senza le telecronache e il commento dei giornalisti: le partite andranno in onda mute”. Il comitato di redazione dell’emittente di Telecom, spiega che la ”singolare forma di protesta” è stata decisa a causa “dei tagli del personale giornalistico, questa volta alla redazione sportiva, proprio alla vigilia dell’inizio del campionato e mentre l’azienda, paradossalmente, annuncia l’acquisto dei diritti per il digitale terrestre anche per la serie B”. Per l’organismo sindacale sono “tagli indiscriminati, in assenza di un piano industriale ed editoriale e nella più totale confusione”. I giornalisti contestatno “il taglio di tre colleghi della testata sportiva con contratti a termine”, ma anche le difficoltà legate al mancato acquisto dei “diritti di archivio della serie A, fondamentali per offrire al telespettatore un servizio completo”. Per questi motivi il cdr “chiede un incontro urgente, ai sensi del contratto giornalistico nazionale, al direttore Antonello Piroso per chiarire come intenda fare fonte agli impegni della testata sportiva”.

Nel bel mezzo della crisi dei diritti, quando all’orizzonte si profliava una soluzione che avrebbe salvato i cittadini italiani dall’astinenza forzata da calcio in tv, ecco farsi avanti Antonio Matarrese, longevo presidente della Lega. Raggiunto telefonicamente a Roma, ha ”smentito che sia stato trovato un accordo con la Rai”.

Conclude la fase concitata il presidente della federazione italiana gioco calcio, Giancarlo Abete: “L’auspicio è risolvere quanto prima la questione, il calcio in chiaro deve esserci, non bisogna correre il rischio di rinviare tutto a dopo la sosta per gli impegni della Nazionale. Sono in stretto contatto con Matarrese e mi pare fiducioso, bisogna creare le condizioni per risolvere al meglio la questione. D’altronde tra le principali esigenze del calcio ci sono quelle di riportare la gente allo stadio, e mi pare che la stagione stia nascendo sotto i migliori auspici considerate le presenze per le prime gare ufficiali, Intertoto compreso; favorire un percorso di tv criptata che porti risorse ai club e preservare il calcio in chiaro”.

Fino ad ora è tutto. Arrivederci a domenica, con accordo fatto e calcio in tv. Almeno si spera, così da evitare centinaia di dichiarazioni del mondo politico sull’argomento. Oggi le abbiamo tralasciate.

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