Alitalia tra le nuvole
Proclami, propaganda e slogan. Invece per la compagnia aerea pubblica non vi è alcuna certezza. L’unica cosa sulla quale si va sul sicuro è che migliaia di lavoratori saranno licenziati ed i debiti pregressi cadranno sulle spalle degli italiani.
La vicenda Alitalia resta per aria. Perchè il piano dell advisor Intesa Sanpaolo possa essere realizzato è indispensabile ua modifica alla legge Marzano. Sebbene per giovedì porssimo sia in calendario una riunione del Consiglio dei Ministri, non è detto che in quella sede si arrivi alla definizione di un intervento legislativo.
Secondo alcune fonti governative – riferisce l’ADNKRONOS – i tecnici sarebbero ancora al lavoro e quindi il quadro generale non si sarebbe ancora deilineato fino in fondo. Inoltre, non tutti i ministri interpellati confermano che la modifica necessaria sia all’ordine del giorno o sarà approvata.
Eppure non c’è tempo. Venerdì il Consiglio di Amministrazione di Alitalia dovrà approvare i conti semestrali e nello stesso tempo, secondo gli osservatori, affrontare la questione dell’offerta Intesa Sanpaolo. Tuttavia, senza una decisione del governo nulla è possibile, perchè il ‘salvataggio’ è condizionato appunto ad una modifica di legge.
La legge Marzano fu scritta dall’ex ministro delle Attivita’ Produttive, mentre erano in corso i grandi crack finanziari di Cirio e Parmalat. Il provvedimento contiene misure per la ristrutturazione industriale di grandi imprese in stato di insolvenza. Entrata in vigore il 21 febbraio 2004, la legge era finalizzata a risolvere la catastrofe Parmalat e più in generale ad intervenire nelle situazione di crisi dei grandi gruppi.
Il provvedimento prevede l’accesso ad una procedura di amministrazione straordinaria con un commissario che ha 180 giorni di tempo (più una possibile proroga di 90 giorni) per il piano di ristrutturazione. Nell’ambito di questo programma il commissario straordinario può ”prevedere la soddisfazione dei creditori attraverso un concordato, di cui deve indicare dettagliatamente le condizioni e le relative garanzie”. La soddisfazione dei creditori può essere conseguita anche attraverso l’ attribuzione ”di azioni o quote, ovvero obbligazioni, anche convertibili in azioni o altri strumenti finanziari e titoli di debito”. Più in generale con la Legge Marzano consente di intervenire in situazioni di crisi di grandi aziende dovute a situazioni di insolvenza e definisce anche i requisiti per l’ammissione alla procedura fissando sia l’importo minimo del debito sia il numero dei lavoratori coinvolti. Viene regolata poi la procedura per l’ammissione immediata all’amministrazione straordinaria che è stabilita con decreto del ministro delle Attività Produttive. La legge definisce inoltre le funzioni del commissario e definisce l’iter. Lo stato di insolvenza viene accertato dal tribunale e, se il ministero delle Attività produttive non autorizza l’ esecuzione del programma, si prevede la conversione dell’amministrazione straordinaria in fallimento. Tra i poteri del ministero anche quello di autorizzare operazioni di cessione e utilizzo dei beni.
L’esigenza della modifica alla nasce dal fatto che i nuovi soci che dovrebbero entrare in Alitalia devono poter esser messi al riparo dai debiti accumulati dalla compagnia. Al 31 maggio scorso, la compagnia presentava un indebitamento netto di 1.121 milioni di euro, mentre la disponibilità di liquidità a breve figurava di 388 milioni di euro. Nel 2007, la compagnia ha fatto registrare una perdita operativa di 310 milioni e ricavi da traffico in calo dello 0,4 per cento, a 4.354 milioni di euro
Amministratore delegato della nuova Alitalia potrebbe essere Rocco Sabelli, oggi a capo del Gruppo Piaggio e di IMMSI. L’advisor Intesa Sanpaolo ha deciso di riunire gli imprenditori disponibili all’operazione, garantendo, secondo indiscrezioni un miliardo di euro.
Nella riunione, Sabelli illustrerà il piano Fenice, che prevede una new company per Alitalia e l’acquisto del pacchetto di controllo di Air One, valutata circa 300 milioni.Tra i nuovi azionisti potrebe esserci anche Roberto Colaninno, che aspettava lumi sul fronte del socio internazionale. I contatti con Lufthansa lo avrebbero rassicurato, anche se rimane molto vaga la definizione di una strategia di cooperazione con la compagnia tedesca.
Il capo della Piaggio potrebbe diventare un forte investitore del progetto e ricevere dai soci il ruolo di presidente. Nel capitale della nuova Alitalia dovrebbero entrare Benetton, Gavio, Ligresti, Aponte, Riva, il fondo Clessidra e forse anche i Fossati. Carlo Toto deve invece ancora decidere se entrare o farsi da parte, fermo restando che venderà Air One alla cordata italiana.
I nuovo soci dovranno per forza ottenere modifiche normative per dividere in due Alitalia, evitando così di ereditare i debiti della vecchia gestione.
I nuovi proprietari di Alitalia, oltre all’elusione dei debiti pregressi della compagnia, pensano a quasi settemila licenziamenti. Come reagiranno i sidacati? Berlusconi in una dichiarazione ha detto: “Meglio qualche migliaio di esuberi che i 20mila se si dovesse chiudere Alitalia”.
Di certo ci saranno reazioni da parte dei lavoratori e non dei soli dipendenti di Alitalia, ma anche di quelli di Airone, catapultati in uno scenario ancora molto confuso.
E i vecchi azionisti, gli obbligazionisti e i creditori della cosiddetta bad company, la parte di Alitalia che rimarrà coi suoi debiti sulle spalle dei cittadini? Per loro si annunciano perdite quasi certe, tali da costringerli ad azioni legali pur di evitare un crack finanziario. Aristide Police, al momento a capo della compagnia, ha chiesto al governo garanzie per scongiurare offensive legali prima di dare l’ok all’ultimo bilancio della vecchia Alitalia.
L’unica cosa che sembra volare, per Alitalia, sembra l’incertezza. Appare chiaro che oltre proclami, dichiarazioni rassicuranti e propaganda, l’operazione di salvataggio sarà un tentativo di prvatizzazione a spese dei contribuenti. Senza parlare delle competenze di gestione, perchè al momento nessuno dei nuovi probabili azionisti, ad esclusione di Toto, di Airone, compagnia anche lei fortemente indebitata, hanno esperienza di trasporto aereo.


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