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Adiconsum e crisi

Autore: . Data: mercoledì, 27 agosto 2008Commenti (0)

Altro che quarta settimana

La situazione economica in cui si dibattono le fmiglie italiane sarebbe in netto peggiornmento. L’Adiconsum toscana, con una dichiarazione del suo segretario regionale, Grazia Simone, sostiene: “Altro che quarta settimana, ormai molte famiglie hanno problemi anche ad arrivare alla terza. Governo ed enti locali non possono piu’ stare con le mani in mano: devono intervenire immediatamente per frenare il caro-prezzi”.

A rendere il quadro generale ancor più serio è una ricerca dell’Istat. Secondo i dati diffusi dall’Istituto nel 2006 sono nate 284mila nuove imprese, 24 mila in meno del 2005. I settori nei quali si nota la situazione più difficile sono ‘Altri servizi’ e ‘Costruzioni’. I due comparti mostrano una diminuzione rispetto al 2005 (di 1,4 punti percentuali il primo e di 0,7 il secondo). ‘Industria’  e ‘Commercio’ sono in linea con le percentuali dell’anno precedente.

Nel 2005 sono state chiuse quasi 298 mila imprese, 16mila in più rispetto al 2004, con un tasso di mortalità medio annuo del 7,5 per cento (era 7,3 per cento nel 2004). Più colpiti i settori delle Costruzioni (9,1 per cento) e del Commercio (7,7 per cento).

La Simone, per tentre di affrontare la crisi in modo concreto ha aggiunto: “I cittadini-consumatori leggono quotidianamente della corsa ai rincari: riscaldamento, alimenti, libri, benzina trasporti. Sono costantemente aggrediti da aumenti di ogni tipo, ingiustificati nella maggior parte dei casi. Lo dimostra il fatto che al ribasso del costo delle materie prime, che prosegue ormai da mesi, fanno riscontro non ribassi ma nuovi aumenti dei prezzi dei prodotti finali. E mentre le famiglie cominciano a non arrivare nemmeno alla terza settimana, nessuno si impegna a frenare questa rincorsa al rincaro. Non viene attuata neppure una buona idea come quella lanciata dalla CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), del doppio prezzo sul prodotto (prezzo di acquisto e prezzo di vendita). Un sistema semplice, che impedirebbe la speculazione sui prodotti di ogni tipo e non comporterebbe costi per gli operatori”.

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