8-8-88
Vent’anni dalla rivoluzione birmana
Vent’anni fa, l’8 agosto 1988, cominciò nell’ex Birmania (oggi Myanmar) la prima rivoluzione democratica dalla presa del potere da parte dei militari nel 1962.
Per commemorare l’8-8-88 un movimento studentesco, “Generation Wave”, ha lanciato la “Red Campaign”, dipingendo di rosso i muri delle scuole e di altri edifici pubblici a Yangon, la principale città del Paese ed ex capitale. I giovani filo-democratici stanno sfidando soldati e poliziotti anti-sommossa schierati in tutta Yangon in vista dell’anniversario.
Si stima che durante le proteste, che durarono fino al 18 settembre ’88 e a cui parteciparono studenti, monaci e altri civili, furono uccisi circa 3mila manifestanti e altri 2mila vennero arrestati.
Aung San Suu Kyi, tornata in Birmania in quell’anno per accudire la madre gravemente malata, sposò la causa del suo Paese e il 27 settembre fondò un suo partito, la Lega Nazionale per la Democrazia (NDL).
Nel 1990 la giunta militare decise di tenere le prime elezioni democratiche, ma rifiutò di riconoscere la vittoria schiacciante della NDL e di Suu Kyi, che nel frattempo era stata messa agli arresti domiciliari.
La scorsa estate, fra agosto e settembre, nuove proteste sono scoppiate dopo l’aumento del prezzo del carburante. La partecipazione massiccia dei monaci buddisti ha scosso la comunità internazionale. Anche questa volta, però, la repressione del regime militare è stata feroce e Suu Kyi, che si trova ancora agli arresti domiciliari dopo un’alternanza di liberazioni e prigionie, non ha potuto prendervi parte.


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