Vicini al razzismo
Gravissime critiche ai recenti provvedimenti in materia di immigrazione mosse dal Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg. Il Ministro Maroni non sembra capire l’isolamento in cui rischia di cadere l’Italia.
Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, nel rapporto realizzato dopo una visita nel nostro Paese, ha detto: “Le misure attuate in Italia non tengono conto dei diritti umani e dei principi umanitari e potrebbero fomentare altri episodi xenofobi”. Le critiche alla nuova politica del governo Berlusconi in materia di immigrazione sono a tutto campo.
Il Commissario ha espresso la sua preoccupazione per l’adozione del “pacchetto sicurezza”, perchè lo ritiene rivolto in particolar modo alla popolazione zingara e per la dichiarazione dello stato di emergenza in alcune regioni del Paese.
Durante la campagna elettorale Gianni Alemanno, poi eletto, aveva basato parte della propaganda sulla ‘pericolosità’ dei campi nomadi e, al momento del suo insediamento in Campidoglio, avviato operazioni di sgombero. Hammarberg, dopo aver visto nello scorso giugno l’accampamento nella capitale del ‘Casilino 900′, ha descritto come ‘inaccettabili’ le condizioni di vita e sollecitato le autorità italiane a dare la priorità al miglioramento degli standard di qualità. Speriamo il nuovo sindaco voglia prendere provvedimenti.
Il diplomatico svedese ha aggiunto di essere “estremamente preoccupato” per i rischi a cui sono sottoposte le comunità zingare in Italia. Gli episodi, alcuni dei quali molto gravi, di razzismo non avrebbero trovato “una effettiva protezione da parte delle forze dell’ordine che a loro volta hanno condotto raid violenti contro gli insediamenti di questi gruppi”.
Il Commissario denuncia anche alcune forze politiche e i mezzi di informazione per “l’approvazione, diretta o indiretta” al clima discriminatorio che si sta sviluppando in Italia.
Il rappresentante del Consiglio d’Europa ha posto seri dubbi sula norma che autorizza l’espulsione di cittadini della Comunità europea sulla base di motivazioni di pubblica sicurezza, ritenendo il provvedimento non compatibile con la ‘Convenzione dei diritti umani’.
Infine, sul reato di immigrazione clandestina, Hammarberg sostiene che “l’aggravante nel caso in cui la persona commetta un reato potrebbe sollevare serie questioni di proporzionalità e di discriminazione”.
Per nulla consapevole della sensibilità degli altri Paesi europei alle questioni dei diritti umani e continuando a fornire informazioni parziali ed inesatte, il ministro Maroni ha risposto alle critiche sulle decisioni sue e del governo.
L’estensione dello stato di emergenza da tre regioni a tutto il territorio nazionale, ha spiegato il ministro, “è stata ritenuta necessaria in quanto i centri di accoglienza delle tre regioni (Calabria, Sicilia e Puglia) oggetto della precedente delibera dello stato di emergenza (14 febbraio scorso, Governo Prodi) erano ormai insufficienti a contenere l’alto numero di arrivi”.
Il provvedimento, ha ribadito, “è la conferma di precedenti proroghe dello stato di emergenza relativo a tutto il territorio nazionale e mira a emanare ordinanze di protezione civile per alloggiare gli extracomunitari su tutto il territorio nazionale migliorando le strutture esistenti”.
Peccato che, volendo solo osservare il mutamento del nome, i centri di permanenza temporanea (Cpt) e i centri di permanenza temporanea e assistenza (Cpta) sono diventati ‘Centri di identificazione ed espulsione’ (Cie), definizione lugubre, che vagamente ricorda un passato mai troppo lontano.
Sembra ormai chiaro che la strada presa dall’esecutivo sia quella di voler nutrire un sentimento di paura e di discriminazione verso gli stranieri nella popolazione italiana, anche col supporto di una parte dei media.
Ripubblichiamo in home page l’articolo ‘Illegali e inammissibili’, scritto all’indomani del tentativo del ministro Maroni di schedare gli zingari.


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