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Sole, mare e cadaveri

Autore: . Data: lunedì, 21 luglio 2008Commenti (0)

Indignazione e incredulità: mentre si moltiplicano le reazioni alle immagini di bagnanti e cadaveri di due bimbe, un’associazione avanza aggiaccianti dubbi sull’incidente.

Hanno sollevato un coro di indignazione le immagini della spiaggia di Torregaveta, sul litorale flegreo a Napoli, con i bagnanti sdraiati al sole sull’arenile, mentre a stelle-marinepochi metri di distanza da loro i cadaveri di due bambine nomadi (tra i 10 e i 14 anni d’età) coperti solo da due teli da mare. Un’incuranza agghiacciante – proseguita anche mentre venivano portati via a spalla le bare contenenti i cadaveri delle due piccole – criticata abbondantemente sulla stampa italiana. Un’incuranza, comunque, raccontata al momento solo da qualche scatto fotografico, che comunque è in grado di documentare solo una parte di quanto accaduto. Anche le cronache dei giornali non hanno fornito finora una ricostruzione chiara dei fatti, preferendo lasciare spazio a considerazioni sociologiche e a condanne sull’atteggiamento dei bagnanti. E mentre in Italia si commenta è necessario leggere le cronache che i media internazionali – dal britannico Guardian alla rete televisiva americana Cnn – hanno dedicato alla vicenda per trovare uno spunto che getta sulla morte delle due bambine una luce ancora più inquietante dell’indifferenza dei bagnanti.

Se in Italia circola, senza alcun dubbio, la ricostruzione delle due bambine nomadi che lasciano le loro mercanzie per trovare refrigerio in acqua, sia sul quotidiano inglese che sulla Cnn, le corrispondenze su quanto accaduto si chiudono con i dubbi posti sulla ricostruzione in circolazione da “un’associazione per la difesa dei diritti civili” italiana, denominata Everyone, che chiede l‘apertura di un‘inchiesta.

Il gruppo EveryOne si definisce, sul suo sito internet, “un’organizzazione di persone, che opera al di fuori di qualsiasi corrente politica, che si impegnano per combattere per i Diritti Umani, contro la discriminazione e soprattutto la persecuzione delle minoranze”. L’associazione è particolarmente attiva a difesa dei gitani e dei nomadi. In una sezione del sito dal titolo “Il razzismo ha trasformato gli italiani in un popolo disumano” l’Associazione riferisce così della morte delle due tintarelle:

“La cronaca riferisce la tragedia in base alle testimonianze: un incidente. Quattro bambine, tutte Rom, di età compresa fra gli 11 e i 13 anni, stavano chiedendo l’elemosina ai bagnanti, quando, improvvisamente, hanno deciso di tuffarsi in mare. Non sapevano nuotare, le onde erano alte e sono annegate, di fronte a più di settanta bagnanti. Nessuno ha soccorso le ragazzine, mentre il personale del 118, accorso sul posto, avrebbe salvato due di loro e recuperato i cadaveri delle altre. Le bambine provenivano dal campo “nomadi” di Secondigliano. La dinamica dei fatti – come riportata dalle cronache – non convince. Non convince il fatto che quattro ragazzine che non sanno nuotare si gettino vestite nel mare mosso (che poi così in burrasca non era, visto che molte persone, fra cui diversi bambini, si bagnavano contemporaneamente a loro). Non convince il fatto che quattro ragazzine si immergano fra le onde davanti a decine di persone, rinunciando al loro tradizionale pudore. Non convince il fatto che, in un clima ostile verso i Rom, abbiano interrotto l’elemosina per dedicarsi a un’attività gioiosa e spensierata, senza temere il giudizio di chi stava intorno a loro”.

E prosegue poi:

“Ci risulta che numerosi bagnanti abbiano filmato con i videocellulari la tragedia e che le forze dell’ordine abbiano acquisito alcuni di quei filmati. Abbiamo chiesto alle autorità di visionarli e di incontrare le due bambine sopravvissute, per far luce su un caso che presenta lati oscuri”.

Dubbi che gettano una luce ancora più inquietante su una storia per la quale sono già stati usati troppi aggettivi e che, secondo l’associazione in questione, è sintomatica dei risultati di “una propaganda che per mesi ha spinto a considerare i Rom alla stregua di animali, verso cui non è opportuno spendere neanche sentimenti di pietà e dolore”.

“Sulla sabbia, due stelle marine”.

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