Non c’è lavoro
Le donne anche discriminate.
Il tasso di occupazione in Italia è tra i più bassi dei Paesi aderenti all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse). In particolare per le donne che, oltre tutto, sono anche meno pagate degli uomini (meno 18 per cento). Il futuro presenta ulteriori segnali di peggioramento e l’Organizzazione prevede che la crescita dell’occupazione “rallenterà ulteriormente nei prossimi due anni”.
Leggendo l’outlook 2008 si scopre che nel nostro Paese meno del 58 per cento della popolazione ha un lavoro, contro più del 70 per cento degli altri. Il rapporto specifica che “l’occupazione è cresciuta di un solo punto percentuale nel 2007, mezzo punto percentuale in meno dell’area Ocse e meno della media degli ultimi dieci anni”.
In Italia solo il 46 per cento della popolazione femminile ha un lavoro, peggio di noi solo Messico e Turchia. A rendere le cose ancora più difficili anche un altro elemento: oltre a guadagnare e lavorare meno, le donne hanno anche una minore probabilità di trovare un impiego buono e ben remunerato. Nel 2005, il 15 per cento delle italiane occupate tra i 25 e i 54 anni aveva un contratto a durata determinata, contro solo il 9 per cento della loro controparte maschile. Inoltre, in questa fascia d’età le italiane con un impiego a tempo pieno guadagnano in media il 18 per cento meno degli uomini per ora lavorativa (il 22 per cento in meno nel caso delle donne con un diploma universitario). L’analisi statistica contenuta nel rapporto Ocse ”suggerisce che persistenti pratiche discriminatorie nel mercato del lavoro sono un fattore chiave alla base di queste disparità ”.


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