Le trattative nello Zimbabwe
Un preaccordo politico tra governo e opposizione potrebbe portare a un governo d’unità nazionale. Ma per salvare lo Zimbabwe dalla profonda crisi in cui versa serve più di una semplice spartizione.
Dopo mesi di crisi politica, alimentata dallo scambio continuo di accuse e da un grave clima di intimidazione e violenza, esercitato dal regime del presidente Mugabe contro una pur poco trasparente opposizione, i principali protagonisti della vita politica dello Zimbabwe hanno siglato ieri un accordo preliminare che potrebbe avere sviluppi ancora tutti da definire. L’intesa indispensabile per affrontare una seconda fase della trattativa, più orientata alla soluzione del merito delle questioni in ballo, è stata siglata ieri da Robert Gabriel Mugabe, Morgan Tsvangirai e Arthur Mutambara – rispettivamente presidente dello Zimbabwe e capi di due corrrenti del partito d‘opposizione Movimento per il cambiamento democratico (Mdc) – è frutto della mediazione del presidente sudafricano Thabo Mbeki, sostenuto, negli ultimi giorni, dall‘Unione Africana e dalle Nazioni Unite. I protagonisti della crisi, il presidente Mugabe e il capo dell’opposizione Tsvangirai, si sono incontrati ieri per la prima volta in 10 anni e hanno riconosciuto l’esigenza di un “lavoro comune”. Tuttavia, dopo le dichiarazioni di rito, al momento di riconvocarsi, i rappresentanti del governo ed uno dell’opposizione non si sono presentati all’incontro successivo.
Salutato da alcuni mezzi di informazione come “accordo storico”, da altri con scetticismo, l’intesa andrà verificata con grande attenzione, sperando possa portare a reali e concreti progressi. Al momento si tratta di un piccolo passo nel titanico
compito di risollevare un Paese che, dopo anni di governo scriteriato, è finito in una crisi sociale ed economica senza precedenti e che non si risolverà con la semplice spartizione del potere e dei guadagni tra pochi ‘signorotti’. Nei giorni scorsi, 40 associazioni della società civile zimbabwana avevano diffuso un comunicato nel quale chiedevano alle parti di accordarsi per la formazione di un governo di transizione e di affidare la guida di questo esecutivo di ‘salvezza nazionale’ a una figura neutra, di alto spessore e super-partes, che desse priorità al Paese. Una richiesta che probabilmente rimarrà sulla carta, ma che vale la pena registrare.
In questa situazione, nonostante i flebili risultati positivi del difficilissimo negoziato, l’Unione europea ha deciso di allargare le sanzioni contro lo Zimbabwe. I ministri degli Esteri della Ue, riuniti a Bruxelles, hanno deciso di aggiungere altre 37 persone alla lista di coloro che sono sottoposti al divieto di visto e quattro compagnie.
La lista include Mugabe, la moglie ed altri alti ufficiali del paese, oltre ad alcuni uomini d’affari e le loro compagnie.
Il testo dell’intesa
InviatoSpeciale propone, comunque, ai suoi lettori il testo integrale dell’accordo firmato ieri nella capitale zimbabwana Harare:
Memorandum di intenti tra il partito di governo, Unione nazionale africana dello Zimbabwe -Fronte Patriottico (Zanu-Pf) e le due fazioni del principale partito d’opposizione Movimento per il cambiamento democratico (Mdc), diffuso dal governo sudafricano di Pretoria.
I leader dello Zimbabwe Robert Mugabe dello Zanu-Pf, Morgan Tsvangirai del Movimento per il cambiamento democratico e Arthur Mutambura dell’ Mdc-Mutambara, hanno firmato il seguente accordo oggi ad Harare (Zimbabwe), in presenza del mediatore della Comunità sudafricana per lo sviluppo (Sadc), il presidente del Sudafrica Thabo Mbeki.
PREAMBOLO
Noi, le parti in questo memorandum di intenti:
- preoccupati delle recenti sfide che abbiamo affrontato come nazione e delle multiple minacce al benessere della popolazione;
- dedicandoci a mettere fine alle polarizzazioni, alle divisioni, ai conflitti e all’intolleranza che ha caratterizzato la politica del nostro paese;
- determinati a costruire una società libera dalla violenza, dalla paura, dall’intimidazione, dall’odio, dalle protezioni politiche, dalla corruzione e fondata sulla giustizia, sulla trasparenza, sull’apertura, sulla dignità e sull’uguaglianza;
- riconoscendo la centralità e l’importanza delle istituzioni africane in relazione ai problemi africani, d’accordo nel cercare soluzioni alle nostre differenze, alle sfide e ai problemi attraverso il dialogo, sotto la mediazione dell’Sadc, supportati e sostenuti dall’Unione africana;
- riconoscendo di avere l’obbligo di stabilire una struttura di lavoro unito in un governo inclusivo;
- desiderosi di avviare un dialogo teso al ritorno della prosperità in Zimbabwe;
- riconoscendo che tale dialogo richiede accordo sulle procedure e sui processi che lo guideranno.
CI ACCORDIAMO SU QUANTO SEGUE:
1. Definizioni
Con ‘Memorandum di intenti’ (Mou) si intende questo accordo scritto, firmato dai ‘Responsabili’.
Per ‘Parti’ si intendono Zanu-Pf, le due formazioni Mdc guidate da Morgan Tsvangirai e da Athur Mutambara rispettivamente.
Per ‘Responsabili’ si intendono il presidente e primo segretario del Zanu-Pf, Robert gabriel Mugabe, il presidente di una formazione Mdc, Morgan Richard Tsvangirai e il presidente dell’altra formazione Mdc, Arthur Guseni Oliver Mutambara.
2. Dichiarazione di impegno
Le Parti dichiarano qui di essere d’accordo nell’impegnarsi in un dialogo reciproco teso a creare una soluzione genuina, percorribile, permanente e sostenibile alla situazione dello Zimbabwe e, in particolare, all’applicazione di questo Memorandum di intenti.
3. Rappresentazione
Le Parti saranno rappresentate dai due rispettivi esponenti nel dialogo.
4. Agenda
Le Parti hanno concordato la seguente Agenda:
4.1 Obiettivi e priorità del nuovo Governo:
a. ECONOMIA
(i) Ristabilimento della crescita e della stabilità economica
(ii) Sanzioni
(iii) Questione del terreno
b. POLITICA
(i) Nuova costituzione
(ii) Promozione dell’uguaglianza, della coesione e del risanamento nazionale e dell’unitÃ
(iii) Interferenza esterna
(iv) Libera attività politica
(v) Dominio della legge
(vi) Istituzioni e organi di Stato
(vii) Agenda delle priorità legislative
c. SICUREZZA
(i) Sicurezza delle persone e prevenzione della violenza
d. COMUNICAZIONE
(i) Mezzi di comunicazione
(ii) Stazioni radio esterne
4.2 Struttura del nuovo governo
4.3 Meccanismi di applicazione
4.4 Accordo politico globale
5. Facilitazione
Il dialogo deve essere facilitato in accordo con il Sadc e le risoluzioni dell’Unione africana.
6. Arco temporale
Il dialogo è iniziato il 10 luglio 2008 e continuerà finché le Parti non avranno definito tutte le questioni necessarie, eccetto brevi interruzioni per scopo di consultazione. Si prevede che il dialogo sarà completato in un periodo di due settimane dalla data di firma di questo Memorandum (Mou).
7. Luogo
Il dialogo sarà condotto in questa località e sarà determinato dal mediatore delle consultazioni con i responsabili delle Parti.
8. Comunicazione con i mezzi di informazione
Nessuna delle Parti deve comunicare, durante il periodo di dialogo, direttamente o indirettamente la sostanza della discussione con i mezzi di informazione. Le Parti si tratterranno dalle negoziazioni attraverso i mezzi di informazione, anche attraverso i loro rappresentanti al dialogo o qualsiasi funzionario.
9. Decisioni delle Parti
Durante il periodo di dialogo, le Parti non devono prendere nessuna decisione che possa influenzare l’agenda di dialogo, eccetto che dietro consenso. Tali decisioni o misure includono ma non sono limitate alla convocazione del Parlamento o la formazione di un nuovo governo.
10. Misure provvisorie
10.1 Sicurezza delle persone
(a) Ognuna delle Parti produrrà una dichiarazione di condanna alla promozione e all’uso della violenza e imporrà la pace nella nazione prendendo tutte le misure necessarie per assicurare che le strutture e le istituzioni che controlla non sono impegnate nella perpetrazione della violenza.
(b) Le Parti sono impegnate ad assicurare che la nuova legge sia applicata in modo giusto e trasparente ad ogni persona indipendentemente dall’affiliazione politica.
(c) Le Parti prenderanno le misure necessarie per eliminare ogni forma di violenza politica, inclusa quella di persone al di fuori dello Stato, e per assicurare la sicurezza delle persone e della proprietà .
(d) Le Parti sono d’accordo che, provvisoriamente, lavoreranno insieme per assicurare la sicurezza di ogni sfollato e il loro tranquillo ritorno a casa, garantendo che le organizzazioni per l’assistenza sociale e umanitaria siano abilitate a fornire l’assistenza richiesta.
10.2 Discorsi ostili
Le Parti si tratterranno dall’uso di linguaggio offensivo che potrebbe incitare l’ostilità , l’intolleranza politica e l’odio etnico.
11. Il ruolo del Sadc e dell’Unione africana
L’applicazione dell’accordo politico globale che le Parti concluderanno deve essere sottoscritto e garantito dal Mediatore, dal Sadc e dall’Unione africana.
12. Attuazione dell’accordo
Questo accordo deve essere firmato dai Responsabili in presenza l’uno dell’altro e deve essere autenticato dal Mediatore.
Firmato ad Harare il 21 Luglio 2008.
Robert G. Mugabe Presidente, Zanu -Pf
Morgan r. Tsvangirai Presidente, Mdc
Arthur G. O. Mutambara Prsidente, Mdc
Thabo Mbeki Mediatore, Sadc

