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La Ventura delle tasse

Autore: . Data: lunedì, 14 luglio 2008Commenti (0)

Avrebbe evaso anche lei

Lo spettacolo e lo sport offrono lauti compensi alle star e queste ultime sono risparmiose. Di tasse. Questa volta toccherebbe a Simona Ventura, che avrebbe dedotto dalle imposte bicchieri, tappeti per bambini della Disney, mobili per cucina, cure termali, il noleggio di un elicottero, la costruzione di una piscina e la ristrutturazione della casa.

Il Gruppo Milano della Guardia di Finanza le contesterebbe di aver sottratto alle tasse redditi per un milione e 200 mila euro circa. Gli accertamenti rileverebbero che, tra il 2005 e il 2006, la Ventura non ha dichiarato Irpef per 57mila euro. A questi si aggiungerebbero altri 138mila euro non deducibili. Sarebbero entrate ‘in natura’, cioè orologi ricevuti da un’azienda con la quale la presentatrice aveva un contratto, ma che sono a tutti gli effetti compensi. Però, non tutto il male vien per nuocere, in quegli anni sarà stata puntualissima.

La protagonista del programma l’Isola dei famosi averebbe due società: la Ventidue srl e l’Immobiliare Ventiquattro srl. La prima, costituita nel 1997, dovrebbe occuparsi di  “creazioni e interpretazioni artistiche e letterarie, organizzazioni di spettacoli, restauro e conservazione di opere d’arte e altre attività ricreative e culturali”. La Ventitude è in società col padre, Rino Ventura, che ne possiede il 90 per cento ed è amministrator e unico.

L’Immobiliare Ventiquattro srl, invece, è tutta sua e avrebbe mancato di dichiarare solo un reddito minimo presunto di 1.700 euro per il 2005.

Dal 2003 al 2006, attraverso le sue società, la Ventura avrebbe dedotto costi per oltre un milione di euro senza documentarli in modo chiaro. Sarebbe, a suo dire, ‘shopping’ fatto con carte di credito e per il quale non si trovano fatture. Poi, avrebbe anche deciso di mettere in deduzione le spese per piscina, elicottero, cure termali e leasing.

la vicenda potrebbe avere risvolti penali per il padre Rino Ventura, perchè all’attenzione della Procura della Repubblica di Milano è stata segnalata la raccolta abusiva di risparmio in relazione ad un ‘finanziamento soci’ fatto dalla figlia nel 2003.

Mentre per i cittadini ‘semplici’ la terza settimana del mese è diventata un traguardo da raggiungere, la vicenda di Simona Ventura fa seguito alle analoghe ‘peripezie fiscali’ di Valentino Rossi (pagherà 35 milioni), dello scomparso Luciano Pavarotti (nel 2001 sborsò 5 miliardi e 57 milioni di lire), Alberto Tomba  (nel 1990 versò all’Agenzia delle Entrate 5 miliardi di lire), Giancarlo Fisichella (dalla sua ‘residenza’ di Montecarlo ha sborsato 3,8 milioni) e di molti altri ‘lavoratori dello spettacolo e dello sport’.

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