L’Africa sempre più ‘gialla’
Gli investimenti cinesi crescono
È la Cina il principale investitore internazionale in Africa. La conferma definitiva è arrivata da uno studio pubblicato nei giorni scorsi dalla Banca Mondiale e intitolato: “Costruiamo ponti: il ruolo crescente della Cina come finanziatore delle infrastrutture nell’Africa sub-sahariana”.
Secondo il rapporto la strettissima relazione tra Cina e i paesi del continente africano corre su due assi: da un lato gli stanziamenti cinesi per finanziare lo sviluppo di infrastrutture nel continente (passati da meno di un miliardo di dollari prima del 2004 a sette miliardi nel 2006, per poi ripiegare a quattro e mezzo nel 2007) e dall’altro le esportazioni africane di materie prime (che, costituite all’80% da idrocarburi, sono aumentate dai tre miliardi del 2001 ai 22 del 2006) verso il gigante asiatico.
I paesi che finora hanno tratto i principali benefici da questo scambio sono stati Angola, Nigeria, Etiopia e Sudan, paesi petroliferi che, secondo i dati della Banca Mondiale, assorbirebbero circa il 70% degli investimenti di Pechino. “Gli impegni assunti dalla Cina consentono di far fronte all’enorme deficit infrastrutturale dell’Africa” scrivono gli esperti della Banca mondiale, precisando che dalle imprese della Repubblica popolare sarebbero già arrivati tre miliardi e 300 milioni di dollari per progetti in grado di aumentare del 30% la capacità dei paesi africani di generare energia elettrica. Le linee ferroviarie costruite o finanziate da Pechino coprirebbero circa 3000 chilometri.
Lo studio sottolinea poi che se la Cina gioca la parte del leone, anche l’India ha visto negli ultimi anni crescere il proprio ruolo nel continente con due miliardi e 600 milioni di dollari investiti in Africa a partire dal 2003. Crescente anche il ruolo di molti dei regni petroliferi affacciati sul Golfo Persico.

