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Legge per Berlusconi

Autore: . Data: mercoledì, 18 giugno 2008Commenti (0)

Processi aggiustati. I senatori del Pd e dell’Idv lasciano l’aula prima del voto all’emendamento “sospendi processi” presentato dai relatori al decreto sicurezza. Tra i banchi dell’opposizione restano solo i senatori dell’Udc e Radicali che scelgono di votare contro. Perchè resti agli atti. Senza nessuna suspence quindi l’assemblea di Palazzo Madama approva l’emendamento che sospende tutti i processi per reati commessi fino al 30 giugno 2002, tra cui quello in cui il premier è imputato a Milano per corruzione in atti giudiziari. Pd e Idv lasciano l’aula.

“Questa norma aggraverà il lavoro in tutti i tribunali italiani” ha detto nel suo intervento Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd invitando i suoi senatori ad uscire dall’aula. Peccato, ha aggiunto, perchè “Berlusconi ha perso un’occasione davvero unica: quella di creare in Italia un nuovo bipolarismo. Forse riuscirà ad evitare questa sentenza, che sarebbe stata peraltro di primo grado – ha sottolineato Finocchiaro – proprio grazie a queste norme che ora state votando, ma ha senz’altro perso una grande occasione di rinnovamento dell’Italia. Stiamo assistendo a un film già visto e non è questa la politica che avremmo voluto vedere”. “Se voi state dentro o fuori dall’aula per noi cambia poco tanto cambieremo questo Paese alla faccia vostra” ha voluto precisare in un suo intervento Federico Bricolo, capogruppo della Lega Nord. In aula tra i banchi dell’opposizione restano solo i senatori radicali (“E’ una pagina buia della storia della Repubblica e voglio stare qui per votare contro e ricordarla” ha detto Emma Bonino) e dell’Udc.

Alta tensione in aula. Anche oggi, dopo ieri, una giornata di grande tensione. La seduta inizia con la richiesta del Pd di rinviare in Commissione gli emendamenti sospendi-processi. Richiesta bocciata dal presidente dell’aula Renato Schifani perchè “la conferenza dei capigruppo ha deciso che la votazione di tutti gli emendamenti deve finire entro stasera”. Questione di tempi, quindi, non certo di merito. Poi prende la parola Filippo Berselli, uno dei relatori del decreto sicurezza e autore con Carlo Vizzini degli emendamenti contestati.

“Bloccando quei vecchi processi per reati non gravi – spiega – diamo priorità a quelli per reati più gravi agendo così nell’interesse della collettività”. Dai banchi dell’opposizione arrivano urla e fragorose critiche. “Non è una norma ad personam” dirà più tardi Roberto Cota capogruppo della Lega alla Camera. Anzi “si tratta di una misura richiesta da molti magistrati, primo tra tutti Maddalena di Torino, e necessaria dopo l’approvazione dell’indulto per riorganizzare gli uffici giudiziari”.

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